C’è chi pensa che quando sto a lungo in silenzio, anche se sono in mezzo a delle persone, lo faccio perché non ho voglia di parlare. Altri pensano che sto zitto perchè sono fatto o ubriaco. Altri perchè sono un po’ ritardato. Chi mi conosce bene sa che in quei momenti penso. Ma non penso come si pensa quando sei in coda in tangenziale che torni dal lavoro e ti pianifichi la serata, o come quando cammini da solo e nella tua testa fai apprezzamenti al culo della rossa che ti sei appena girato a guardare. Solitamente in quei momenti faccio due tipi di pensieri: o sto realizzando che i discorsi che sto sentendo (non ascoltando, sentendo) sono totalmente inutili, e mi complimento con me stesso per la mia superiorità rispetto al resto della razza umana, osservando tutta la scena dall’esterno seduto su un trono elevato 3 metri da terra, o sto facendo riflessioni molto molto profonde che le persone che ho davanti non capirebbero, e se lo facessero chiamerebbero subito la Neuro... Ho iniziato la prima volta a 13 anni, in montagna, d’estate. Un amico mi chiese di lasciarlo solo, perché voleva pensare. Mi disse che lui ogni tanto si fermava, liberava la mente e pensava. Il giorno dopo, per caso, mi trovai da solo. Accendo una paglia e comincio a pensare. È insolito per un ragazzino di quell’età, c’è gente che a 40 anni vende bocce di fumo davanti a locali come un pischello di 15 al parchetto, altri che a 30 vivono coi genitori e sputtanano i loro quattro soldi in bamba senza farsi domande sul proprio futuro. Io a 13 anni sono andato in paranoia chiedendomi se la tridimensionalità esiste davvero o se siamo solo proiezioni di un modo bidimensionale provenienti da una realtà extra sensoriale, mentre il tipo che in colonia dormiva nel letto a castello sopra di me mi rompeva i coglioni perché non aveva ancora limonato in una settimana di vacanza. A 15 l’unica certezza che avevo era che esistevo, ma non ero sicuro dell’esistenza del resto del mondo, per poi scoprire a 16 che nel 1600 ci aveva pensato anche Cartesio. A 17 anni Schopenhauer aveva ragione e la vita faceva schifo. A 19 ho ucciso Dio e sono diventato un Übermensch, e se l’avessi avuto avrei appeso in camera il poster di Nietzsche. A 23 anni sono un Übermensch con una visione logico-relativista della realtà. E sono anche arrogante e permaloso.
Bravo a chi capisce la foto. Coglione a chi ci vede qualcosa di nazi-fascista.



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