Sono passate due settimane. Nessuno mi ha ancora spiegato nel dettaglio come fare le cose, o seguo il mio intuito o devo avere il culo di trovare qualcuno che non è troppo impegnato e ha un minuto per rispondere ad una domanda. Vediamo come va, sicuramente come ha detto il mio capo questa è un'ottima palestra, ma dubito fortemente che sia il lavoro della mia vita. Io sono un cazzone, penso che anche se sei nella merda fino al collo devi sempre ironizzare, altrimenti non ne esci più: e qua la gente a momenti si prende a manate per chi c'era prima in fila alla macchinetta del caffè. Basta dedicare post al lavoro, nella vita ci sono cose più importanti.
sabato 16 maggio 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)



2 commenti:
Bravo.
E dirò, una volta tanto, una cosa seria:
già sarebbe da rivedere il concetto di "lavorare per vivere", ma ormai siamo ad un punto che "si vive per lavorare". e il fatto è che sembra la normalità.
Lascia stare, prima lavoravo in un posto dove dal primo giorno hanno cercato di inculcarmi uno stupido senso d'appartenenza all'azienda degno di un sistema ultra-fascista...ci mancava solo l'inno aziendale...che schifo.
Posta un commento