Faccio quello che mi va di fare. Come Bart Simpson, noto in questo caso come l'incarnazione del fanciullo interiore di Brad Goodman, psicologo-santone-motivatore giunto a Springfield per una conferenza su come migliorare la propria autostima e cose di questo tipo...gli psicologi-santoni-motivatori sono dei coglioni e mi stanno sul cazzo. Bart Simpson invece spacca, è il migliore, ovviamente dopo suo padre.
Skate, fionda e bombola spray...sono 3 dei giocattolini con cui mi divertivo di più quando avevo l'età di Bart.
Fa quello che gli va di fare, dice quello che gli va di dire, non curante delle conseguenze...così si vive gente...

martedì 22 dicembre 2009

Londra


Sarebbe stato tutto perfetto, ma la neve rompe sempre i coglioni...

INTRO
Milano, 18-12-2009, ore 17.45. Il mio capo mi guarda male mentre saluto i colleghi e faccio gli auguri, uscire dopo 8 ore di lavoro significa pigrizia e pochezza...non me ne frega un cazzo, esco tutti i giorni dopo le 20,30 dopo 12 ore di lavoro, oggi iniziano le ferie e alle 22,05 ho un volo per Londra Stansted. Me ne vado con una voce di sfondo che mi minaccia di incularmi se durante le ferie spengo il cellulare del lavoro. Va bene così, in 40 minuti sono a casa e ho tutto il tempo di preparmi ed aspettare Ale, che fa il favore a me e Luca di portarci ad Orio al Serio. 40 minuti, pensavo. 40 minuti che diventano 3 ore a causa della neve, 3 ore in cui avrò mandato a fanculo 30 automobilisti e avrò infranto una ventina di volte il codice della strada. Fortunatamente il volo è in ritardo. Check-in, camogli, imbarco e 2 ore fermi sull'aereo perchè dovevano sgelarlo (era necessaria la presenza dei passeggeri a bordo per farlo??). Arriviamo a Londra 3 ore dopo quanto previsto, freddo fottuto, panino al volo (brie ed uva, una bella scoperta), Monica ci viene a prendere a Victoria Station. Lei però è alla Station della metro, noi a quella dei bus. Mezz'ora per trovarci. Quest'angioletta bionda ci ha fatto trovare 2 bei cartoni di tè caldo...io e le mie mani ghiacciate non finiremo mai di ringraziarla per questo. Arriviamo da lei che sono le 6, piatto di pasta e nanna.

Tracklist: London Bridge is falling down. The importance of being idle. Learn to fly.


DAY 1
Sveglia presto, bisogna girare. It's Saturday, a Notting Hill c'è il mercato, approfittiamone. Case di tutti i colori, bancarelle di ogni genere. Compro subito una targhetta "MIND THE GAP". Sembra una stronzata, ma il fatto che ogni volta che scendi dalla metro ti ricordino di fare attenzione al gradino fa capire come siano meglio gestiti i mezzi pubblici. Tube 1 - ATM 0. Bancarelle di ogni genere, lenti di ingrandimento, antiquariato, souvenir, abbigliamento e cibo da ogni parte del mondo, collane, braccialetti, bussole, telescopi, di tutto. Pure un tizio che fa il gioco delle 3 carte con un botto di gente davanti pronta a farsi fottere...su questo noi italiani siamo più svegli. Ho preso un poster di Bansky, uno dei Beatles e la locandina di Pulp Fiction. A pranzo ci fermiamo da Gourmet Burger Kitchen per un Awesome Burger...almeno 10 centimetri di Hamburger, mai mangiato una bomba del genere. Se passi da Portobello Road e non ti fermi a mangiare lì sei scemo. Negozi di dischi, accessori, abbigliamento, una passeggiata per tutti. Nel pomeriggio andiamo a Carnaby Street a trovare Fede al lavoro, appuntamento alle 20,30 da lui che mi trasferisco lì, Luca e Moni partono e magari sotto il ponte di Londra ci dormo un'altra volta. La sera scorre tranquilla, volevamo andare in un locale Indy a Camden ma tra una cosa e l'altra si son fatte le 4...good night!

Tracklist: When you say nothing at all. The wall. Country House.


DAY 2
Sveglia tardi, il Sunday morning lo sapete, si dorme. Sveglia, doccia, usciamo. Se il mercato di Notting Hill è una splendida passeggiata per tutti, il mercato di Camden Town è riservato a chi considera nella norma creste rosa alte 30 cm, rasta blu e gialli, piercing sulle palpebre e cose del genere. Credo di non essere in grado di descrivere tutto quello che ho visto. La prima parte è una via con dei negozi, la seconda un classico mercato all'aperto, la terza parte un mercato coperto che si trasforma in un labirinto di viette piene delle cose e delle persone più strane. Mille colori, mille profumi, mille suoni, dalla techno al reggae. Shopping: regali di Natale, due magliette, 2 quadretti, sciarpa. La sera Scarface (The world is yours. Tony Montana) e poi a dormire, Fede domani lavora, io mi farò un bella passeggiata sul Tamigi.

Tracklist: Ghetto Blaster, System Failure, Shot the sheriff.


DAY 3
Passeggiata sul Tamigi un cazzo. Prima nevica, poi piove a dirotto. La mattina vado da Harrods a prendere l'orsetto di Natale più famoso del mondo per mia nipote: chi lo paragona alla Rinascente probabilmente non ci è mai entrato. La Rinascente sta ad Harrods come un discount sta all'Orio Center. Il tema di quest'anno è il mago di Oz, hanno messo due gambe giganti con le scarpe che escono dal negozio (quelle della strega dell'est!). Comunque, visto il mio conto in banca che piange vado dritto all'angolo dei souvenir, orsetto per la piccola, borsa per la mamma della piccola, e via verso Oxford Circus. Cuffie, jeans, scarpe, magliette, regali...aspetto una telefonata della banca. Poi Big Ben, House of Parlament, London Eye. Tutto il resto salta causa meteo avverso.

Tracklist: Preso blu, Should I stay or should I go, Let it snow


OUTRO
Potrei dire che ho tirato le 3, sono andato in aeroporto a prendere il mio splendido aereo della Ryanair delle 6 e sono tornato a Milano, ma non è così. 2 giorni di agonia tra Stansted e Gatwick. Tutti i voli per l'Italia annullati. E 'sti figli di troia non te lo dicono prima. Se il problema è la neve lo sai anche un'ora prima che il volo parta, quindi perchè cazzo mi fai fare il check in, il controllo di sicurezza e mi fai arrivare fino al gate per prendere la navetta per poi tirarmi il pacco dell'anno? Arriva un tizio "Flight for Milan? Follow me! Follow me!", ci porta in una stanza con i bagagli, ci molla lì e nessuno ci dice più un cazzo. Io e un altro tizio andiamo al banco a chiedere info e una figa di legno ci dice che non ci sono voli per Milano, ma se vogliamo ci mandano a Glascow, ci paghiamo noi l'albergo e il giorno dopo ci mandano a Milano. Mi prendi per il culo? Mi devo anche pagare l'albergo? La saluto con un Fuck e cerco un Internet point, 18 sterline per due ore di Internet e la stampa del biglietto di Easyjet. 257 sterle di biglietto non inserite a budget, shit. Torno a casa di Fede, lui dovrebbe essere partito, ma i suoi coinquilini mi ospitano un'altra sera senza problemi. Ne approfitto e il pomeriggio torno a Camden. Fede aveva il volo nel tardo pomeriggio da Luton, probabilmente sarà già in Italia. Fede mi chiama alle 19 e mi dice che dopo due ore di ritardo gli hanno annullato il volo per mancanza di carburante. Serata ragù e vino rosso, poi a letto. Il giorno dopo io riesco a partire, lui rimane là perchè gli annullano anche il secondo volo. Malpensa, navetta per centrale, ceffone ad uno zingarello di 6 anni che ha cercato di farmi il portafoglio (se aveva una decina d'anni in più probabilmente a quest'ora lui era in ospedale e io San Vittore, è andata meglio ad entrambi), metro, Lambrate, macchina e 3 ore di coda. Se noleggiavo una macchina da Londra ci mettevo di meno.

Tracklist: 505, Onde quadre, Scar Tissue

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